Metal Gear Solid: Philanthropy è un film no budget realizzato da Hive Division, un collettivo di studenti e giovani filmmaker italiani.
Si tratta di un progetto senza fini di lucro basato sulla serie videoludica Metal Gear Solid, ideata da Hideo Kojima e prodotta da Konami.
Lo scopo del progetto, mosso da passione per il cinema, per le nuove tecnologie e per l’opera di Hideo Kojima, è di dimostrare la realizzabilità di un lungometraggio fantascientifico di qualità professionale partendo da mezzi minimi, a disposizione di qualunque volonteroso. La spesa totale per la realizzazione del film, interamente autofinanziato, non è stata superiore ai 10.000 euro.
La storia del progetto affonda le sue radici addirittura nell’anno 2002, quando insieme al mio amico Gianluca, entrambi freschi di liceo classico, entrammo in contatto con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, attesissimo sequel dell’esordio di Snake su PlayStation.
Il gioco, che tutt’ora ritengo il più geniale della serie, ebbe un grande impatto sul nostro immaginario, al punto da spingerci alla progettazione e alla lavorazione di un film amatoriale, con in mano nient’altro che entusiasmo e una camera digitale da supermercato.
Non si sarebbe trattato di un cortometraggio, forma espressiva la cui origine amatoriale e indipendente, al giorno da oggi, non può più essere fonte di stupore, bensì di un lungometraggio vero e proprio: si sarebbe chiamato Metal Gear Solid: Philanthropy.
Ma la via era cosparsa di ostacoli: i mezzi preventivati erano insufficienti, le prospettive iniziali ingenue. Semplici problemi di inesperienza tecnica falcidiarono le prime riprese, per la pessima luminosità delle stesse, per incongruenze successivamente emerse, per errori al tempo accettabili, ma che visti oggi sembrano inconcepibili.
Possibilità tecniche emerse col tempo, nuova gente affluita nel progetto spinsero a rifare, a rigirare, a perfezionare, ma la fine di questo processo non era mai ben definita.
Con tempo Shamrock Creations, la piccola squadra di amici radunata attorno al film, esaurì le motivazioni.
Il film non era più un passatempo divertente, e nel contempo non era ancora qualcosa di abbastanza serio da assomigliare a del vero cinema. Era un ibrido estremamente faticoso.
C’era una necessità di chiarezza che trascendeva la natura del progetto, soprattutto per via della particolare fase della vita attraversata dai componenti del gruppo; la fase dell’ultimazione degli studi, la fase della scelta della direzione della propria vita.
MGS: Philanthropy, nelle sue condizioni di allora, era diventato troppo stressante per essere un ragionevole passatempo per chi, nella propria vita, stava iniziando a dover spingere con grande serietà in una diversa direzione.
Al contempo, non soddisfaceva chi, come il sottoscritto, durante il processo aveva capito senza possibilità d’errore di aver scoperto la grande passione della propria vita. Quelle persone avevano bisogno di ottenere un prodotto di ambizione superiore, per avere una qualche possibilità di trasformare quella passione nel proprio lavoro. Per queste persone, consciamente o meno, Metal Gear Solid: Philanthropy era divenuto un vero stage lavorativo e, col tempo, sarebbe dovuto diventare uno showreel di primaria importanza.
La tensione tra queste due anime del progetto era inconciliabile, e rischiò quasi di compromettere per sempre preziosi rapporti di amicizia.
Affinché la questione potesse essere risolta, Metal Gear Solid: Philanthropy doveva morire. E così fu.
Nell’autunno/inverno del 2004, in concomitanza con il lancio del primissimo trailer, vi fu uno stop completo della lavorazione.
L’anno successivo fu dedicato al montaggio delle parti migliori del materiale già girato, che uscì alla fine del 2005, con il nome di Metal Gear Solid: Philanthropy Prologue.
Con i suoi circa 30 minuti di lunghezza, il Prologo costituisce un omaggio al duro, necessario e istruttivo sforzo compiuto durante i primi anni di lavorazione, nonché il collegamento narrativo tra la timeline ufficiale di Metal Gear Solid e l’ucronia rappresentata dall’intero progetto Philanthropy; sarebbe stato il trampolino da cui, eventualmente, effettuare il balzo successivo.
Poco prima del lancio del Prologo, nell’ottobre del 2005, si svolse presso Venezia un raduno, lungo tre giorni, che vide la partecipazione di tutte quelle persone che avevano visto nel progetto qualcosa di più di un hobby.
L’ultimazione del Prologo aveva lasciato campo libero a qualunque passo successivo: nonostante la spensieratezza e la felicità del momento, l’atmosfera era quella delle grandi decisioni.
Le alternative erano due: una serena e consapevole rinuncia, che avrebbe dato modo a tutti di dedicarsi adeguatamente allo studio o ad altre occupazioni, oppure un nuovo, più ambizioso progetto attorno al quale costituire una squadra creativa completamente convinta di volere il video o il cinema come proprio futuro. La scelta, in modo buffamente ovvio, fu la seconda.
Una trama nuova, nelle sue linee essenziali, era già pronta da svariati mesi: prevedeva una trilogia composta da tre lungometraggi della durata individuale di circa 60-70 minuti.
Il nuovo team, chiamato Hive Division, composto da una quarantina di persone e guidato da un nocciolo duro di una decina di elementi, si mise subito al lavoro con storyboard, test di computer grafica, ricerca di location e tutto quanto serve per effettuare una completa pre-produzione.
Il processo fu lungo e paziente, e durò un intero anno, al termine del quale ogni possibile preparativo era stato compiuto.
Nell’ottobre del 2006 iniziarono le riprese, che continuarono (al massimo ritmo consentito dalla natura no-profit dell’operazione) durante tutto il 2007.
Appena la nuova squadra iniziò a revisionare il materiale girato, fu chiaro a tutti quanto ampio era stato il salto tecnico e registico compiuto, e quanto sarebbe ancora aumentato prima della fine dell’operazione. Quella che ancora non era certa era la capacità postproduttiva, davanti alla quale solo a quel punto si stagliava la prima sfida: la realizzazione di un trailer introduttivo all’intero progetto.
Nel corso di due mesi di fuoco, i modellatori 3d, i texturer e i compositor si impegnarono al loro massimo, ottenendo un risultato che cambiò del tutto la nostra immagine.
In concomitanza con un altro raduno di Hive Division, il 7 aprile del 2007, uscì quello che decidemmo di chiamare Next Gen trailer, in allusione al salto di qualità compiuto dai tempi del vecchio progetto.
L’eco fu incoraggiante: l’interesse della stampa, la popolarità presso la comunità dei fans, i contatti YouTube oltre il mezzo milione.
Per Hive Division, oltretutto, iniziarono a profilarsi le prime opportunità lavorative e le prime proposte di partnership da parte di altri giovani filmaker di talento.
Le riprese sono continuante fino ai primi mesi del 2008, quando si sono dovute momentaneamente arrestare di fronte ad un evento imprevedibile: la demolizione anticipata della location dove era stata programmata l’ultima serie di riprese. La scena in questione, una sequenza d’azione della durata di quasi sette minuti, era fondamentale per l’integrità e la riuscita del film, e si decise di non rilasciare Metal Gear Solid: Philanthropy fino a quando non fosse stata realizzata. La ricerca di una nuova location richiese molti mesi, mettendo a dura prova la determinazione di tutto il team, ma alla lunga la perseveranza fu premiata e si riuscì a trovare una soluzione soddisfacente, grazie alla disponibilità e alla gentilezza dell’Autorità Portuale di Venezia, che mise a disposizione di Hive Division una ex alluminieria perfetta per la scena. Le riprese nel complesso richiesero complessivamente sei giorni e furono completate nel marzo del 2009. Seguirono sei mesi di intenso lavoro, sia per il reparto postproduzione di Hive Division, sia per i nostri amici di Hybrid Two, responsabili della musica e della sonorizzazione. Il 25 ed il 26 settembre, a Milano e a Treviso, avvennero le due proiezioni in anteprima del primo film della trilogia, The Overnight Nation; La release in internet avvenne a partire dal giorno seguente.